sabato 23 luglio 2011

Da Erba a Oslo, giornalismo made in Italy

Qual è il filo conduttore che idealmente unisce Erba, Brembate  e Oslo (solo per citarne alcuni). La paura  e la repulsione per il diverso. A questa fa seguito la consolazione insita nell'addossare al diverso la responsabilità di fatti particolarmente crudeli e raccapriccianti.


Così a Erba, subito dopo il barbaro omicidio di quattro persone, tra cui un bambino, i sospetti si concentrano su Azouz Marzouk, tunisino, marito e padre di due delle vittime. A far da cassa di risonanza, con toni da inquisizione medievale, i soliti quotidiani. Tutto si "spegnerà" con la testimonianza decisiva di un sopravvissuto che scagionerà Azouz e incolperà i buoni vicini di casa (italiani).

Il modus operandi si ripete uguale con il caso di Yara Gambirasio. Le indagini in un primo momento si concentrano su un ragazzo marocchino. Parte la macchina da guerra mediatica contro il solito immigrato violentatore e assassino. E a Brembate Sopra tale atteggiamento subito fa breccia nei cuori leghisti: spuntano striscioni contro gli extracomunitari e il clima viene inquinato da "sano" odio razziale.
Ma anche qui arriva la testimonianza del datore di lavoro (italiano) del marocchino che lo scagiona fornendogli un alibi. La caccia al diverso si ferma momentaneamente, il caso non è ancora risolto. Qualcuno si consola sussurrando a bassa voce «Sarà stato un meridionale».

Così si arriva alla triste attualità degli attentati di Oslo. 91 morti, 7 per l'esplosione, 84 uccisi nell'isola di Utoya, quasi tutti giovani del partito laburista norvegese. Inizialmente, su un forum appare una falsa rivendicazione di un gruppo legato ad Al Qaeda, poi smentita dagli stessi. I soliti quotidiani italiani non perdono la ghiotta occasione per far partire l'ennesima crociata anti-islam.

Libero


Il Giornale

Dopo qualche ora, però, sembra chiara la pista interna: un fondamentalista cristiano autore di entrambi gli attacchi. il Giornale preso da smania da inquisizione ha corso troppo e oggi è possibile trovare nelle edicole (a seconda della regione) due prime pagine diverse. La prima è quella qui sopra, del SONO SEMPRE LORO. La seconda, abbassa i toni. Non perché le vittime siano diminuite, o perché la gravità sia minore. No, perché a macchiarsi di sangue innocente è stato un CRISTIANO, uno dei nostri nell'ottica cieca di chi vive in una permanente guerra santa.
Questa è la nuova prima pagina:
Dove sono finiti i toni da inquisizione? SONO SEMPRE LORO.
E Libero? In prima pagina scriveva «Rischia anche l'Italia». Con quali fonti e quali dati Libero può lanciare l'allarme attentati di mano islamica anche in Italia (una mano islamica che non c'è neanche dietro gli attacchi in Norvegia). E ora? L'Italia è anch'essa sotto il tiro del fondamentalismo cristiano?
In questi casi, al posto del falso-giornalismo allarmistico di professione (che ha il compito di distogliere da ben altre questioni interne) sarebbe meglio un salutare silenzio nel rispetto delle vittime.